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Data ultimo aggiornamento 04 aprile 2012 19.20
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"Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo, prima che tu venissi alla luce ti avevo consacrato" (Ger 1,5). Sono queste le parole che oggi mi accompagnano. Quante volte le ho lette e ascoltate! Quante volte le ho meditate e ho creduto di comprenderle, ma ciò che esse riescono a dirmi ora non me lo avevano mai comunicato prima! Dio mi ha donato la vita e, uscita dal grembo materno, un nome tracciando per me il Suo progetto d'amore: "un giorno sarai mia"... questo avrà sicuramente scritto nei fogli della Sua mente e del Suo cuore! In 22 anni la presenza di Dio è stata un crescendo dentro di me: Lui ha scelto me ed io ho scelto Lui... Ho camminato con Lui e spesso mi ha presa tra le Sue braccia, specie quando avevo tanta sete d'amore. Ha posto sulla mia strada un ragazzo con il quale sognavo una vita insieme, un vissuto per Lui e con Lui, tanti bambini a cui dare tanto di noi, ma tutto di Dio. Sono stati quattro anni, quelli vissuti con Gennaro, meravigliosi, anni consumati in un amore assaporato e vivificato dalla presenza costante e, spesso ingombrante, di Dio! Pochi i momenti solo per noi, tanti quelli trascorsi al servizio degli altri e della Parrocchia: io e Gennaro insieme, ma tra di noi Dio, sempre e comunque Dio, giorno e notte Dio, un Dio esigente e geloso, un Dio desideroso dei suoi figli, un Dio che non ti abbandona e pone sul tuo cammino persone giuste al momento giusto per aprirti gli occhi e tentare di realizzare i Suoi disegni. Un incontro, quello che ti cambia la vita, che ti fa comprendere che come vivi non va bene, che Dio non vuole questo da te, che i Suoi progetti per te sono altri e tu devi avere il coraggio di ascoltare. P. Mauro e Suor Giovanna: l'incontro della mia vita, l'incontro vero con il Risorto, "l'appuntamento" che era fissato per me sin dal primo giorno che vidi la luce. Tante esperienze, tanti momenti nei quali ho sperimentato il grande amore di Dio ed un desiderio sempre più grande in me di servirLo, di dedicarmi totalmente e incondizionatamente a Lui. Ma l'oro va provato col fuoco per riuscire a capirne il valore: se davvero Dio contava così tanto nella mia vita dovevo testarlo sulla mia pelle, dovevo passare per il fuoco e, confidando in Lui, uscirne con il progetto di una vita nuova. Ho attraversato anche il fuoco, ho avvertito le fiamme dell'amore di Dio bruciarmi dentro. Ecco la mia crisi: cosa vuole Dio da me? Perché mi parla così insistentemente tanto da non poter fare a meno di ascoltarlo? Ho tutto: una famiglia che amo, una sorella a me tanto cara, un ragazzo meraviglioso, tanti amici e parenti che mi stimano e mi vogliono bene, un futuro e una carriera da costruire, ma già a buon punto, eppure non sono totalmente felice, mi manca qualcosa, ma cosa? Cos'è che mi appaga? Spesso risulta difficile darsi delle risposte così complesse, perché comporta il mettersi in discussione, l'avere il coraggio di ricostruirsi e non è facile. Ma quando è Dio a parlare diventa impossibile far finta di niente e la Sua voce continuava ad essere sempre più presente nella mia vita e sembrava utilizzare ora un linguaggio diverso. Come comprenderlo? E' così difficile scoprire la volontà di Dio, mi dicevo! Sembra un Dio tanto lontano e misterioso, spesso incomprensibile, eppure tante volte brucia così forte dentro da non riuscire a farlo tacere. L'esperienza della scuola, del Corso Filippo, fu la prima tappa che mi condusse ad aprire gli occhi e ad entrare nella "tenda" per ascoltare il Re dei Re, avvolta dal Suo amore. Sentivo la necessità di ritirarmi, di capire e trovare il coraggio di affrontare la realtà qualunque essa fosse: quei giorni si rivelarono preziosi per il mio cammino vocazionale. Il Signore mi parlò così chiaramente che di fronte all'evidenza delle Sue parole non potevo più voltarmi indietro e far finta di non provare nulla di diverso. "Tu dunque va e non indugiare": questo mi disse e in me iniziava ad elevarsi un grido di paura per una scelta radicale e impensabile prima di allora. Come posso lasciare tutto quello che ho e che amo? Per cosa poi? Un salto nel vuoto?! Per intraprendere un viaggio che non conosco?! No, troppo coraggio e io non ne ho! Dicevo spesso: "Dio puoi chiedermi tutto, ma questo no! Lasciami in pace!". Le debolezze umane: quante cose fanno dire e fare! Per nostra fortuna Dio è testardo e conosce quale è la nostra assoluta felicità e per me sapeva che io ero fatta per Lui! Non mi diede pace ed io diventavo sempre più consapevole del bisogno che avevo di ritirarmi, come Mosè, nel deserto, stare di fronte all'Eterno e capire, trovare forza per fare quello che mi chiedeva. Fare silenzio dentro di me, contemplare la Sua bellezza per scoprire che nonostante tutti questi anni di cammino non avevo costruito ancora in me la totale fiducia in Lui! Tenevo ancora tanto all'idea di una vita realizzata solo sulla mia volontà, sui miei progetti umani, senza pensare che solo Dio indica la strada della piena realizzazione di noi stessi, perché nessuno ci conosce meglio di Lui. Il 23 settembre ho raggiunto questa consapevolezza e mi sono decisa per Dio! Ho detto a Lui il mio primo sì, decidendo così di seguirlo, di scommettere su di Lui, di abbandonarmi tra le Sue braccia e lasciare le redini della mia vita nelle Sue mani. É stato Lui a darmi la vita e ora ha deciso di riprendersela, per fare di me uno strumento della Sua pace e del Suo amore. Vivo nella comunità presso la quale Dio mi ha condotta convinta che è qui che Dio mi chiede di realizzare pienamente la mia vocazione. Le difficoltà sono tante, le "rinunce" d'amore per Dio spesso fanno soffrire: ho lasciato una casa, una famiglia, un amore, me stessa per inseguire Dio e non ho ripensamenti, ne sono felice e appagata. Ho lasciato ogni cosa per diventare la sposa dell'Eterno! Lo scorso 8 dicembre ho fatto il primo passo verso la consacrazione: l'ingresso in Aspirantato con il quale ho espresso, di fronte a Dio, il desiderio di iniziare un nuovo cammino, una nuova vita e rivestirmi di Lui. Un giorno davvero emozionante nel quale ho chiesto al mio Gesù di farmi dono della perseveranza e di guardare sempre fisso a Lui, senza temere, senza voltarmi indietro ma correre verso di Lui per ricevere, come Paolo, il premio finale, la corona di gloria incorruttibile. Guardando al mio passato oggi posso dire che stare con Dio, donarsi tutta a Lui, è come contemplare l'universo, vivere in ogni cosa che esiste ed esisterà e scoprire la profondità della vita. Ho chiuso un libro di vita e ne ho aperto un altro: in prima pagina si legge "Sono una matita nelle mani di Dio ed è Lui che scrive" e ora più che mai so che questo viaggio non avrà mai fine.
La mia è una storia d'amore che mi ha condotta su una vetta altissima da non avere più il coraggio di guardare giù, ma di trovare poi la forza di lasciarmi cadere... É una storia che desidero condividere con quanti visiteranno le pagine del nostro sito spinti dalla mano di Dio, affinché quello che di me lascio tra queste righe possa diventare forza è fiducia in quel Dio che mi ha sedotta e conquistata... |