Convento San Giacomo

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Don Giustino nacque a Pianura di Napoli il 18 gennaio 1891. 

Quella notte il cielo di Pianura sembrava attendere il grande evento. I nostri antenati, infatti, ci raccontano che all’improvviso cominciò a nevicare: fu un evento straordinario come straordinaria è stata la vita di Don Giustino.

Fin dai primissimi anni, fu chiaro che Giustino aveva una missione speciale: nonostante la sua giovane età era sempre pronto a soccorrere tutti ed era felice solo quando poteva parlare del suo Dio e giocare a fare il “prete” con le nonnine del cortile.

Ben presto confidò alla mamma il suo desiderio di diventare sacerdote. I genitori non avevano le possibilità economiche per farlo studiare in seminario. Ma la mamma non si scoraggiò: “A costo di impegnarsi gli occhi mamma ti farà prete”, disse un giorno al piccolo Giustino.

Iniziò a bussare ad ogni cuore che poteva aiutarli e fu così che, grazie al ricco Barone Zampaglione, Giustino fu ammesso nel Seminario di Pozzuoli. 

Dopo tante fatiche e lacrime, il 20 settembre 1913, il sogno di Giustino divenne realtà. In quello stesso giorno, mentre faceva dono della sua vita al Signore, promise di fondare una Congregazione religiosa che si prendesse cura dei giovani in cerca del progetto di Dio nella propria vita: «Spenderò la mia vita per suscitare e coltivare vocazioni al sacerdozio». 

Il 20 settembre del 1920 divenne Parroco di Pianura. 

È risaputo che il buon giorno si vede dal mattino e per Don Giustino fu proprio così. Si circondò subito di una folta schiera di fanciulli ai quali Insegnava tutti i giorni il catechismo, leggeva loro con maestria incomparabile le vite dei santi e li faceva pregare e cantare insegnando le lodi di Dio senza trascurare di inculcare loro i primi elementi di liturgia ed ascetica. La costante partecipazione al sacramento della Penitenza e alla Eucarestia costituivano l'impegno costante del gruppo apostolico. 

In questo clima saturo di pietà e formazione religiosa sbocciarono i primi aspiranti al sacerdozio. 

Don Giustino, maestro nella ricerca e formazione delle vocazioni, precorre i tempi e mette in pratica i principi basiliari per risolvere la tanto lamentata crisi delle vocazioni. 


Il primo Vocazionario

sorge nella casa paterna di Don Giustino con perfetta vita comune. 

È il 30 aprile 1914, allora festa di S. Caterina da Siena. Il quadro della santa sarà appeso alle pareti della sua stanza, nella canonica di San Giorgio Martire, quando Il 20 settembre del 1920 sarà eletto parroco.

Le riunioni si tenevano nel giardino di casa Russolillo, sotto la famosa «pagliarella », a sufficiente distanza, per non dare fastidio e non riceverne da quelli di casa. Là Don Giustino pronunziò la prima volta la parola vocazionario. In seguito confidò di averne avuto l'ispirazione sui Camaldoli, dove saliva per ritiri spirituali. 

«La pagliarella» era il suo luogo di preghiera privata. Un contadino ricordava che spesso gli diceva di andare a giocare ed un giorno, scherzando, minacciò di bruciarla quella pagliarella. Giustino rispose: "Sì. Si brucerà, ma quando io morirò". Non si sa come, ma realmente la pagliarella prese fuoco alla sua morte. Rimangono ora i pali di sostegno avvampati e i sedili in pietra...

Don Giustino, come tanti altri sacerdoti, andò nella guerra 1915-18. Si era nel pieno della vita militare, quando giunse un telegramma da Pianura, in cui si diceva che la mamma era gravemente ammalata. Fu accordata una licenza. La madre stava bene. Don Giustino, appena soddisfatto l'esigenza del cuore materno, ripartì subito. Il capitano fu sorpreso che il soldato era tornato prima della scadenza della licenza e gli domandò: "È migliorata tua madre? Che malattia aveva". "Le mamme soffrono tutte di mal di cuore", spiegò Don Giustino. 


Le prime giovanette
Il 15 agosto 1914 dodici giovinette si erano consacrate schiave di Maria per il servizio del Vocazionario. Sono le future Suore Vocazioniste.



Esse si raccolsero a vita comune nel 1921, adottando anche una propria divisa. Intensificarono il loro lavoro a favore delle vocazioni ed il 4/3/1922 Don Giustino era felice di informare il vescovo che le «Suore si prodigavano per il bene della parrocchia e delle vocazioni, che curavano fedelmente il decoro della chiesa, l'insegnamento catechistico, la propagazione della fede e specialmente il laboratorio per le vocazio». 

Più tardi scriverà: “Per far crescere il piccolo Gesù non basta Giuseppe, è necessaria la presenza di Maria! 

Grazie all’eccezionale carisma, riuscì a coinvolgere sin dal suo primo esperimento di vocazionario, tutta la comunità di Pianura: ben presto la parrocchia divenne un grande convento.

Il giorno di Pentecoiste del 1923, il Vescovo, approvava il primo Statuto della nascente Congregazione.

Don Giustino Russolillo muore a Pianura Il 2 agosto 1955 lasciando sulla terra una pianta di grazia che è la grande Famiglia Vocazionista. Nel 2006, da questo solido albero nasce un nuovo germoglio, la Fraternità Vocazionista che ad imitazione del Padre Fondatore ha deciso di donare la propria vita affinchè ogni uomo che avrà il privilegio di incontrare nel proprio cammino possa comprendere e realizzare il progetto di Dio per trovare la vera felicità su questa terra e raggiungere la gioia eterna nei cieli.


Le nostre preziose Suore