(Tratto dallo Statuto della fraternità
approvato dal Rev.mo Padre Generale dei Padri Vocazionisti Padre Ludovico M.
Caputo il 17 aprile 2006)

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ama suo fratello, dimora nella luce e non v’è in lui occasione di inciampo.
S. Agostino, commentando questo brano della Scrittura diceva: Chi ama il
fratello sopporta ogni cosa per salvaguardare l’unità; nell’unità della carità
c’è l’amore fraterno.
La fraternità vuole
valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che separa, mettendo in risalto,
non le differenze personali, ma tutto ciò che l’accomuna e l’affratella.
Fondamento antropologico
della fraternità è la dignità della persona considerata come immagine e
somiglianza di Dio, riflessione unica e irripetibile della santità e bellezza
divina. La santità di questa individualità e la solidarietà con gli altri devono
essere i presupposti irrinunciabili della fraternità.
La fraternità deve
esprimersi concretamente nella lealtà, nella correttezza, nella fiducia, nel
rapporto interpersonale perché Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati
alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo,
Signore nostro
.
E’ l’amore di Cristo che riunisce i membri della
Fraternità per farli diventare una cosa sola, perché come lui e grazie a lui,
nello Spirito Santo, possano rispondere all’amore del Padre, amandolo con tutto
il cuore e amando il prossimo come se stessi
.
Infatti non da volontà della carne e del sangue
o da motivi umani, ma da una divina vocazione e attrazione si vuole vivere
questa “relazione” al fine di essere segni viventi del suo amore
.
Si desidera crescere insieme nella fede e
nell’amore di Dio effuso nei cuori dallo Spirito Santo ed è da questo amore che
essa trae origine
.
L’amore per il prossimo è la strada per
incontrare Dio e posso amare l’altro solo se ho incontrato Dio. Amore di Dio e
amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento. Entrambi però
vivono dell’amore preveniente di Dio che ci ha amati per primo
.
L’esperienza di questo amore è vissuta
all’interno della stessa Fraternità, che nasce dal desiderio di ritornare alle
origini e alla freschezza della prima comunità cristiana:
Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa
in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva
e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e
spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore,
lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla
comunità quelli che erano salvati.
Dalla quotidiana esperienza dell’amore di Dio,
la Fraternità, si sente spinta ad irradiare lo stesso amore e misericordia
ricevuti, al fine di condurre il prossimo all’unione con lo Sposo Divino.
Infatti fine speciale della Fraternità è di rivolgere e accompagnare ogni membro
e ogni uomo alla perfetta unione con le Divine Persone. Per realizzare e servire
a questa Unione Divina, essa intende lavorare alla santificazione universale per
mezzo dell’apostolato nel mondo per irradiarlo dell’amore di Dio e raggiungere
ogni uomo senza tener conto della sua condizione umana, morale e sociale.
Convinti che Dio ha un progetto d’amore per
ciascuno, ogni membro della Fraternità, attraverso la donazione totale di sé, si
prodiga per aiutare ogni uomo, a comprendere la sua grande dignità e a quale
vera e alta vocazione Dio lo ha chiamato. Colui che rivela il mistero del
Padre e del suo Amore svela pienamente l’uomo all’uomo facendogli nota la sua
altissima “vocazione”.

a
nostra esperienza di conversione e vocazione nasce in seno al Rinnovamento
Carismatico cattolico dove abbiamo sperimentato la potenza della preghiera
comunitaria carismatica esplicata nella lode a Dio per mezzo dello Spirito Santo.
La preghiera carismatica è fatta essenzialmente
di lode e adorazione. La lode è capace di disintegrare ogni catena dell’anima e
sconfinare gli abissi delle prigioni del cuore.
Secondo la teologia di San Paolo l’incontro
comunitario di preghiera è il contesto ideale dove sbocciano, crescono e
maturano i diversi carismi elargiti a ciascun membro del gruppo o comunità per
l’edificazione comune: Quando vi radunate ognuno può avere un salmo,
un insegnamento, una rivelazione, un discorso in lingue, il dono di
interpretarle. Ma tutto si faccia per l'edificazione.
Nella sua essenza il Rinnovamento carismatico è
una corrente di grazia che, dove è giunta ed è stata accolta, ha rinnovato
qualsiasi realtà. Negli ambienti più diversi e senza distinzione di persone,
essa ha suscitato e continua a suscitare un rinnovamento spirituale che
trasforma radicalmente i cuori e la vita, orientandola decisamente verso Dio e,
di conseguenza, verso l'uomo.
Abbiamo sperimentato che in coloro che hanno
fatto questa esperienza è possibile notare una netta distinzione tra il prima e
il dopo, sia che si tratti di persone già credenti e impegnate, sia che si
tratti di non praticanti o non credenti.
Il punto discriminante è costituito
dall'effusione dello Spirito, una grazia che comunica un'esperienza di Dio molto
forte, capace di coinvolgere tutto l'essere (intelligenza, emozioni, sentimenti
...),
rendendo coscienti della chiamata alla santità intesa come l'essere uniti a Dio
nel vincolo della carità.
Di qui la scelta decisa a camminare su questa
via, in una conversione continua, verso la maturità umana e cristiana.
Lo stesso Paolo VI vide le riunioni comunitarie
come una delle manifestazioni del Rinnovamento che lo Spirito Santo suscita
nelle regioni e negli ambienti più diversi, con una chiarezza eloquente, e a tal
proposito esordì dicendo: Per un mondo ogni volta più secolarizzato non vi è
nulla di più necessario che la testimonianza di questo Rinnovamento spirituale.
Giovanni Paolo II, il 22 gennaio 1987,
riferendosi ad alcuni vescovi francesi, in relazione alla funzione dei gruppi di
preghiera, disse: si può parlare di una grazia diretta a santificare la
Chiesa e a rinnovare in essa il gusto della preghiera, a fare riscoprire, con la
forza dello Spirito Santo, il senso della gratitudine, di una lode gioiosa,
della fiducia nella preghiera di intercessione e conversione, in una nuova fonte
di evangelizzazione.
Nella VI Conferenza internazionale degli
animatori del Rinnovamento Carismatico, il Papa, affermò che: La forza e la
fecondità del Rinnovamento attestano con sicurezza la presenza dello Spirito
Santo che agisce nella Chiesa in questi anni che seguono il Concilio Vaticano II.
Certamente, lo Spirito ha guidato la Chiesa attraverso i secoli, effondendo una
grande diversità di doni tra i fedeli. A motivo dello Spirito, la Chiesa
conserva una permanente vitalità giovanile e il Rinnovamento è una eloquente
manifestazione di questa vitalità, una forte espressione di ciò che lo Spirito
sta dicendo alle Chiese mentre siamo alla fine dl secondo millennio.
L'essere carismatici, come ogni cosa che
riguarda il rapporto tra l'uomo e Dio, non è una questione di "sentimento".
Tutti i cristiani infatti, in virtù del battesimo, sono carismatici.
La carismaticità non equivale a fare belle
preghiere spontanee, miracoli e prodigi, ma significa essere consapevoli
del proprio battesimo e viverlo di conseguenza.

uesta
comunità si chiama ed è Fraternità Carismatica Vocazionista perché
nasce come ramo della famiglia Vocazionista, benedetta e approvata dal Superiore
Generale dei Padri Vocazionisti. Seguendo gli insegnamenti del Venerabile Don
Giustino Maria Russolillo, la Fraternità, convinta che la persona umana
raggiunge il suo completo sviluppo e la sua totale realizzazione solo se scopre
e segue la propria vocazione, si dedica, prima di tutto e soprattutto a
promuovere, prima nei propri membri e poi in quanti incontra e avvicina, la
vocazione alla santità.
A causa della sua
vocazionistalità, la Fraternità riconosce, incoraggia e forma la vocazione
particolare di ogni suo membro, vista e apprezzata come dono di Dio Trinità
concessa all’individuo come prezioso mezzo di santificazione individuale,
comunitaria e universale. La Fraternità Carismatica Vocazionista dà particolare
importanza al discernimento vocazionale, perché ogni vocazione, come ogni
ispirazione, viene dallo Spirito Santo e santificatore.
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