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   Data ultimo aggiornamento

   04 aprile 2012 19.20

 

 

(Tratto dallo Statuto della fraternità approvato dal Rev.mo Padre Generale dei Padri Vocazionisti Padre Ludovico M. Caputo il 17 aprile 2006)

FRATERNITÀ 

Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v’è in lui occasione di inciampo[1]. S. Agostino, commentando questo brano della Scrittura diceva: Chi ama il fratello sopporta ogni cosa per salvaguardare l’unità; nell’unità della carità c’è l’amore fraterno.

La fraternità vuole valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che separa, mettendo in risalto, non le differenze personali, ma tutto ciò che l’accomuna e l’affratella.

Fondamento antropologico della fraternità è la dignità della persona considerata come immagine e somiglianza di Dio, riflessione unica e irripetibile della santità e bellezza divina. La santità di questa individualità e la solidarietà con gli altri devono essere i presupposti irrinunciabili della fraternità.

La fraternità deve esprimersi concretamente nella lealtà, nella correttezza, nella fiducia, nel rapporto interpersonale perché Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro[2] .

E’ l’amore di Cristo che riunisce i membri della Fraternità per farli diventare una cosa sola, perché come lui e grazie a lui, nello Spirito Santo, possano rispondere all’amore del Padre, amandolo con tutto il cuore e amando il prossimo come se stessi[3] .

Infatti non da volontà della carne e del sangue o da motivi umani, ma da una divina vocazione e attrazione si vuole vivere questa “relazione” al fine di essere segni viventi del suo amore[4] .

Si desidera crescere insieme nella fede e nell’amore di Dio effuso nei cuori dallo Spirito Santo ed è da questo amore che essa trae origine[5] .

L’amore per il prossimo è la strada per incontrare Dio e posso amare l’altro solo se ho incontrato Dio. Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento. Entrambi però vivono dell’amore preveniente di Dio che ci ha amati per primo[6] .

L’esperienza di questo amore è vissuta all’interno della stessa Fraternità, che nasce dal desiderio di ritornare alle origini e alla freschezza della prima comunità cristiana: Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati[7].

Dalla quotidiana esperienza dell’amore di Dio, la Fraternità, si sente spinta ad irradiare lo stesso amore e misericordia ricevuti, al fine di condurre il prossimo all’unione con lo Sposo Divino. Infatti fine speciale della Fraternità è di rivolgere e accompagnare ogni membro e ogni uomo alla perfetta unione con le Divine Persone. Per realizzare e servire a questa Unione Divina, essa intende lavorare alla santificazione universale per mezzo dell’apostolato nel mondo per irradiarlo dell’amore di Dio e raggiungere ogni uomo senza tener conto della sua condizione umana, morale e sociale[8].

Convinti che Dio ha un progetto d’amore per ciascuno, ogni membro della Fraternità, attraverso la donazione totale di sé, si prodiga per aiutare ogni uomo, a comprendere la sua grande dignità e a quale vera e alta vocazione Dio lo ha chiamato. Colui che rivela il mistero del Padre e del suo Amore svela pienamente l’uomo all’uomo facendogli nota la sua altissima “vocazione[9].

 Carismatica

 La nostra esperienza di conversione e vocazione nasce in seno al Rinnovamento Carismatico cattolico dove abbiamo sperimentato la potenza della preghiera comunitaria carismatica esplicata nella lode a Dio per mezzo dello Spirito Santo[10].

La preghiera carismatica è fatta essenzialmente di lode e adorazione. La lode è capace di disintegrare ogni catena dell’anima e sconfinare gli abissi delle prigioni del cuore[11].

Secondo la teologia di San Paolo l’incontro comunitario di preghiera è il contesto ideale dove sbocciano, crescono e maturano i diversi carismi elargiti a ciascun membro del gruppo o comunità per l’edificazione comune: Quando vi radunate ognuno può avere un salmo, un insegnamento, una rivelazione, un discorso in lingue, il dono di interpretarle. Ma tutto si faccia per l'edificazione[12].

Nella sua essenza il Rinnovamento carismatico è una corrente di grazia che, dove è giunta ed è stata accolta, ha rinnovato qualsiasi realtà. Negli ambienti più diversi e senza distinzione di persone, essa ha suscitato e continua a suscitare un rinnovamento spirituale che trasforma radicalmente i cuori e la vita, orientandola decisamente verso Dio e, di conseguenza, verso l'uomo.

Abbiamo sperimentato che in coloro che hanno fatto questa esperienza è possibile notare una netta distinzione tra il prima e il dopo, sia che si tratti di persone già credenti e impegnate, sia che si tratti di non praticanti o non credenti.

Il punto discriminante è costituito dall'effusione dello Spirito, una grazia che comunica un'esperienza di Dio molto forte, capace di coinvolgere tutto l'essere (intelligenza, emozioni, sentimenti ...)[13], rendendo coscienti della chiamata alla santità intesa come l'essere uniti a Dio nel vincolo della carità.

Di qui la scelta decisa a camminare su questa via, in una conversione continua, verso la maturità umana e cristiana.

Lo stesso Paolo VI vide le riunioni comunitarie come una delle manifestazioni del Rinnovamento che lo Spirito Santo suscita nelle regioni e negli ambienti più diversi, con una chiarezza eloquente, e a tal proposito esordì dicendo: Per un mondo ogni volta più secolarizzato non vi è nulla di più necessario che la testimonianza di questo Rinnovamento spirituale[14].

Giovanni Paolo II, il 22 gennaio 1987, riferendosi ad alcuni vescovi francesi, in relazione alla funzione dei gruppi di preghiera, disse: si può parlare di una grazia diretta a santificare la Chiesa e a rinnovare in essa il gusto della preghiera, a fare riscoprire, con la forza dello Spirito Santo, il senso della gratitudine, di una lode gioiosa, della fiducia nella preghiera di intercessione e conversione, in una nuova fonte di evangelizzazione.

Nella VI Conferenza internazionale degli animatori del Rinnovamento Carismatico, il Papa, affermò che: La forza e la fecondità del Rinnovamento attestano con sicurezza la presenza dello Spirito Santo che agisce nella Chiesa in questi anni che seguono il Concilio Vaticano II. Certamente, lo Spirito ha guidato la Chiesa attraverso i secoli, effondendo una grande diversità di doni tra i fedeli. A motivo dello Spirito, la Chiesa conserva una permanente vitalità giovanile e il Rinnovamento è una eloquente manifestazione di questa vitalità, una forte espressione di ciò che lo Spirito sta dicendo alle Chiese mentre siamo alla fine dl secondo millennio[15].

L'essere carismatici, come ogni cosa che riguarda il rapporto tra l'uomo e Dio, non è una questione di "sentimento". Tutti i cristiani infatti, in virtù del battesimo, sono carismatici. 

La carismaticità non equivale a fare belle preghiere spontanee, miracoli e prodigi, ma significa essere consapevoli del proprio battesimo e viverlo di conseguenza.

 Vocazionista

Questa comunità si chiama ed è Fraternità Carismatica Vocazionista perché nasce come ramo della famiglia Vocazionista, benedetta e approvata dal Superiore Generale dei Padri Vocazionisti. Seguendo gli insegnamenti del Venerabile Don Giustino Maria Russolillo, la Fraternità, convinta che la persona umana raggiunge il suo completo sviluppo e la sua totale realizzazione solo se scopre e segue la propria vocazione, si dedica, prima di tutto e soprattutto a promuovere, prima nei propri membri e poi in quanti incontra e avvicina, la vocazione alla santità.

A causa della sua vocazionistalità, la Fraternità riconosce, incoraggia e forma la vocazione particolare di ogni suo membro, vista e apprezzata come dono di Dio Trinità concessa all’individuo come prezioso mezzo di santificazione individuale, comunitaria e universale. La Fraternità Carismatica Vocazionista dà particolare importanza al discernimento vocazionale, perché ogni vocazione, come ogni ispirazione, viene dallo Spirito Santo e santificatore.


 

[1] 1Gv 2, 10 

[2] 1 Cor 1, 9

[3] cfr Ef 4,1-6

 [4] cfr 1 Cor 1, 26-31 

[5] cfr Gv 15, 15-17; Mc 3, 13-15 

[6] Deus Caritas est, 18

 [7] Atti 2, 44-48

[8] Cfr. art. 3 delle Costituzioni della Società Divine Vocazioni

 [9] cfr. GS n° 22

 [10] cfr Rm 8,26

 [11] cfr Atti 16,25-26

[12] 1 Cor 14, 26

 [13] cfr. At 2,14ss 

[14] Roma, 19 maggio 1975

 [15] Documento V.L-A, 61