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Data ultimo aggiornamento 04 aprile 2012 19.20
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Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri (2 Tim 2,1-2).
Il dolore di Paolo per i molti che non hanno ancora conosciuto quale bellezza di vita è venuto a portare il Figlio dell’Uomo, sollecita anche la nostra Fraternità. Non basta la sola testimonianza delle nostre energie spese per la pecora rimasta nell’ovile, ma ci vogliono
veri e propri evangelizzatori coraggiosi che siano capaci di rincorrere, come Filippo, Etiopi in viaggio sulle nostre piazze. Affiancare come per andare ad Emmaus, accogliere l’adultera, farsi invitare da un Zaccheo spinto dalla sola curiosità. C'è bisogno di una «nuova evangelizzazione» gridava il Santo Padre Giovanni Paolo II (Redemptoris missio, 33). La novità di cui ci parlava non tocca il contenuto del messaggio evangelico, ma l’atteggiamento, lo stile, lo sforzo e la programmazione dell’attività apostolica, ovvero l’ardore, i metodi e l’espressione di essa: un’evangelizzazione nuova nel suo ardore suppone una fede solida, una carità pastorale intensa e una fedeltà robusta (ibid ,10, p. 321). |