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Data ultimo aggiornamento
10 febbraio 2012 18.24
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l venerabile
Giustino Maria Russolillo, nacque a Pianura, oggi quartiere occidentale di Napoli, ma in quel tempo Comune autonomo, il , il padre Luigi era muratore, la madre Giuseppina Simpatia casalinga.
Da ragazzo studiò con le zie paterne, poi entrò nel Seminario di Pozzuoli per gli studi liceali, proseguendoli poi con quelli teologici nel Pontificio Seminario Campano di Napoli (1911-1913).
Ancora seminarista cominciò a pensare alla realizzazione di un Istituto religioso a carattere vocazionale, per il quale cominciò a stendere anche le Costituzioni. Ordinato sacerdote il , prese a dedicarsi con generosità all’apostolato, specie all’insegnamento del catechismo ai fanciulli di Pianura.
Pieno di fervore sacerdotale, tentò anche un esperimento di vita comune con alcuni giovani del paese, che più chiaramente erano orientati alla vita sacerdotale; ma l’iniziativa non venne accettata dal vescovo di Pozzuoli nella cui diocesi si trovava e si trova tuttora Pianura, il quale la proibì.
Dopo aver partecipato nei reparti sanitari, alla Prima Guerra Mondiale, ritornato a Pianura, vide lentamente realizzarsi i suoi progetti.
Il veniva riconosciuta la Pia Unione delle Divine Vocazioni, che accoglieva le fanciulle del paese, che aspiravano alla vita religiosa, con la guida di Rachela Marrone, sua collaboratrice. Ad esse spettò il compito dell’istruzione religiosa dei fanciulli; di animare l’apostolato missionario e di collaborare alla nascente e parallela Opera maschile.

Il il vescovo di Pozzuoli, mons. Ragosta diede il consenso di riprendere la vita in comune dei giovani, questa volta nella casa canonica della parrocchia di S. Giorgio, dove don Giustino Maria Russolillo, era stato nominato parroco da pochi mesi.
Così nasceva la Società delle Divine Vocazioni, che ebbe un rapido sviluppo nei due rami dell’Opera, il vescovo mons. Petrone firmò il decreto di erezione canonica diocesana, il . Nonostante gli ulteriori progressi e la apertura di nuove Case anche oltre Oceano, i due rami dei Vocazionisti (come saranno chiamati i padri e le suore) dovettero affrontare numerose e serie
difficoltà, prima di ottenere l’approvazione pontificia.
L’Opera dovette subire due severe visite canoniche, una nel 1941 dal padre Raffaele Baldini dei Servi di Maria e l’altra nel 1945 dal padre Serafino Cuomo francescano. Ma poi la luce poté risplendere liberamente e il
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Sull'esempio di Don Giustino,
accogliamo giovani in ricerca vocazionale offrendo loro
ITINERARI DI DISCERNIMENTO,
DI PREGHIERA E STUDIO
per orientarli e guidarli verso la loro vocazione specifica.

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, il sospirato , finalmente giunse.
Don Giustino guidò le sue Congregazioni infondendo nei suoi figli e figlie, una spiritualità ed un carisma che ruotano intorno al suo motto: “Fatti santo”; ad un giovane diceva: “Fatti santo davvero, che tutto il resto è zero”.
In tempi in cui la santità era ancora un traguardo riservato solo ad alcune categorie di persone, agli aristocratici dello spirito, agli addetti ai lavori, come si suol dire, don Giustino seppe cogliere i segni dei tempi, si fece promotore e sostenitore convinto, del movimento della santificazione universale, che allora nasceva in Europa.
Dall’Associazione da lui fondata è nato poi l’Istituto secolare delle “Apostole Vocazioniste della Santificazione Universale” che secondo il carisma del fondatore, ha come scopo principale la santificazione dei suoi membri e di tutto il popolo di Dio; esse come Vocazioniste collaborano con i padri e le suore nella pastorale vocazionale, estendendo da consacrate laiche, la loro opera nel
sociale, facendosi compagne di viaggio degli anziani, delle persone sole ed abbandonate, dei sofferenti.
Padre Giustino Maria Russolillo oltre a guidare le sue Famiglie religiose, portò avanti con zelo, il compito di parroco della chiesa di S. Giorgio martire per oltre 30 anni, parrocchia che è considerata la culla dell’Opera Vocazionista.
Morì a Pianura il e il le sue spoglie furono solennemente tumulate nella Casa-madre dei Vocazionisti di Pianura.
Il fu aperto a Napoli il processo per la sua beatificazione; la Congregazione delle Cause dei Santi, ha riconosciuto le sue virtù, dandogli il titolo di venerabile, il .
Il
è stato proclamato BEATO.
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