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   Data ultimo aggiornamento

   04 aprile 2012 19.20

 

 

 

Padre Mauro Russo

 

Suor Giovanna Monzo

 

La Fraternità carismatica vocazionista 

nasce da  un'esperienza di amore fraterno  vissuta personalmente da noi 3, Mauro, Antonio e Giovanna, oggi consacrati al Signore.

Raggiunti dalla sua infinita misericordia e sedotti dalla sua tenerezza, abbiamo deciso di seguirlo per essere protagonisti con Lui di questa incredibile avventura.

Affascinati dal suo comandamento nuovo "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi" (Gv 13,35), desideriamo rivivere le origini e la freschezza delle prime comunità cristiane per "annunciare al mondo che

 LUI è DAVVERO   risorto".

"Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati" (2,44-48)

Dalla quotidiana esperienza di Dio ci sentiamo spinti ad irradiare l'amore e la misericordia ricevuti al fine di condurre ogni persona all'incontro con lo Sposo divino.

Sentiamo di dover vivere una vita più austera condividendo ogni cosa come veri fratelli, amandoci di vero cuore come Lui ci ha amati,

pronti e desiderosi di     accogliere altri    che, come noi,

 desiderano fare esperienza del suo abbraccio divino 

e   donargli la propria vita     per la salvezza di altri

Ad imitazione delle prime comunità cristiane, la Parola (ascolto), l’Eucaristia (comunione), la fedeltà all’insegnamento degli apostoli (incontro) saranno il centro permanente della nostra convivenza nonché il criterio e l’orizzonte di ogni azione.

Desideriamo essere il contesto ideale per una quotidiana esperienza, al di là della nostra provenienza, delle nostre differenze e diversità, in un reciproco rafforzamento nella fede ove non manchi la formazione, la preghiera personale e comunitaria, l’accoglienza e l’evangelizzazione (cfr At 4, 32ss).

 Senza pretesa di far tutto e rivoluzionare ogni cosa, ma in semplicità e in santa obbedienza alla Chiesa, la Fraternità vuole realizzare una condivisione della fede (chiamata comune) e nella fede (chiamata personale) ove il vincolo fraterno sarà tanto più forte quanto più centrale e vitale sarà ciò che metteremo in comune (talenti e carismi) secondo ciò che lo Spirito Santo stesso ci donerà (cfr Gv 20, 21-23).

 

  Vivremo in letizia e semplicità di cuore...  

Una persona raggiante e amabile è di per se un apostolo che, senza saperlo, conduce a Dio perché dice agli uomini, senza parole ma col sorriso luminoso e il calore dell’amore, che è bene, molto bene servire Dio, che servire Dio vuol dire trovare quella felicità e quella pace che il mondo non può dare.  Nulla parla più del sorriso e dell’amore gratuito a quanti sono indifferenti nella fede, a coloro che non credono e sono sfiduciati.

 La serenità d’animo, la santa gioia di un’anima che ama Dio è allo stesso tempo un vero atto d’amore del prossimo, è un piccolo raggio di sole nel grigiore della quotidianità che, troppe persone, oggi, si ritrovano a vivere.  

Abbiamo fatto esperienza più volte del bene e della felicità che semina intorno a sé un’anima raggiante di felicità divina. Un sorriso cordiale può portare oceani di felicità, destare universi di fiducia, lenire abissi di dolore. Oggi, mentre il mondo diventa sempre più pagano e il materialismo distoglie sempre più le anime da Dio, dobbiamo guardare la vita dei santi e, in modo particolare, desiderare di imitarli al fine di santificarci per santificare.

 Essere santi non vuol dire essere persone privilegiate, perché la santità è dono per  tutti e la si raggiunge semplicemente compiendo i doveri più ordinari con amore straordinario, con ardore soprannaturale (Madre Teresa).  

Un santo è un amico, è colui che consola, è un fratello che vuole bene… sente le miserie dei fratelli, le loro angosce, prega per essi, desidera per loro il bene e la felicità e, per aiutarli a raggiungere tutto questo, è disposto a qualsiasi sacrificio. Non vogliamo fare opere straordinarie ma semplicemente vivere secondo il Vangelo, così come Gesù ci ha insegnato, dimenticandoci di noi stessi per adempiere completamente la volontà del Padre.

 Desideriamo imparare ad amare il crocifisso e la croce, ad unirci al sacrificio di olocausto che Gesù fa di sé al Padre celeste per noi. Dio si è riservato il diritto di santificare gli uomini mediante la croce, e ha lasciato a noi il dolce compito di aiutare gli altri nel doloroso cammino lungo la via della croce disseminando intorno piccoli raggi di felicità e di gioia.

 Siamo convinti che tutti gli uomini sono creati per Dio e che solo in lui troveranno la felicità. Il nostro dovere è contribuire alla salvezza degli altri.

 Siamo sicuri che la testimonianza di vita, l’amore gratuito, la radiosa e costante gioia siano un vero apostolato che, pur senza parole, già predicano, con efficacia, che Dio è buono; dolce è il suo giogo e leggero il suo carico.