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Padre Mauro Russo
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asce
da un'esperienza di amore fraterno vissuta personalmente da noi 3,
Mauro, Antonio e Giovanna, oggi consacrati al Signore.
Raggiunti dalla sua infinita misericordia e sedotti dalla sua
tenerezza, abbiamo deciso di seguirlo per essere protagonisti con Lui di
questa incredibile avventura.
Affascinati dal suo
comandamento nuovo "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"
(Gv 13,35), desideriamo rivivere le origini e la freschezza delle
prime comunità cristiane per "annunciare al mondo che
".
"Tutti coloro
che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in
comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a
tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme
frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti
con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di
tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità
quelli che erano salvati" (2,44-48)
alla
quotidiana esperienza di Dio ci sentiamo spinti ad irradiare l'amore e
la misericordia ricevuti al fine di condurre ogni persona all'incontro
con lo Sposo divino.
Sentiamo di dover vivere una vita più
austera condividendo ogni cosa come veri fratelli, amandoci di vero
cuore come Lui ci ha amati,
pronti e desiderosi di
che, come noi,
e
per la salvezza di altri.
Ad imitazione delle prime comunità
cristiane, la Parola (ascolto), l’Eucaristia (comunione), la fedeltà
all’insegnamento degli apostoli (incontro) saranno il centro permanente
della nostra convivenza nonché il criterio e l’orizzonte di ogni azione.
Desideriamo essere il contesto ideale per
una quotidiana esperienza, al di là della nostra provenienza, delle
nostre differenze e diversità, in un reciproco rafforzamento nella fede
ove non manchi la formazione, la preghiera
personale e comunitaria, l’accoglienza e l’evangelizzazione (cfr
At 4, 32ss).
Senza pretesa di far tutto e
rivoluzionare ogni cosa, ma in semplicità e in santa obbedienza alla
Chiesa, la Fraternità vuole realizzare una condivisione della fede
(chiamata comune) e nella fede (chiamata personale) ove il vincolo
fraterno sarà tanto più forte quanto più centrale e vitale sarà ciò che
metteremo in comune (talenti e carismi) secondo ciò che lo Spirito Santo
stesso ci donerà (cfr Gv 20, 21-23).

na
persona raggiante e amabile è di per se un apostolo che, senza saperlo,
conduce a Dio perché dice agli uomini, senza parole ma col sorriso
luminoso e il calore dell’amore, che è bene, molto bene servire Dio, che
servire Dio vuol dire trovare quella felicità e quella pace che il mondo
non può dare. Nulla parla più del sorriso e dell’amore gratuito a
quanti sono indifferenti nella fede, a coloro che non credono e sono
sfiduciati.
La serenità d’animo, la santa gioia di
un’anima che ama Dio è allo stesso tempo un vero atto d’amore del
prossimo, è un piccolo raggio di sole nel grigiore della quotidianità
che, troppe persone, oggi, si ritrovano a vivere.
Abbiamo fatto esperienza più volte del
bene e della felicità che semina intorno a sé un’anima raggiante di
felicità divina. Un sorriso cordiale può portare oceani di felicità,
destare universi di fiducia, lenire abissi di dolore. Oggi, mentre il
mondo diventa sempre più pagano e il materialismo distoglie sempre più
le anime da Dio, dobbiamo guardare la vita dei santi e, in modo
particolare, desiderare di imitarli al fine di santificarci per
santificare.
Essere santi non vuol dire essere persone
privilegiate, perché la santità è dono per tutti e la si raggiunge
semplicemente
compiendo i doveri più ordinari con amore straordinario, con ardore
soprannaturale (Madre Teresa).
n
santo è un amico, è colui che consola, è un fratello che vuole bene…
sente le miserie dei fratelli, le loro angosce, prega per essi, desidera
per loro il bene e la felicità e, per aiutarli a raggiungere tutto
questo, è disposto a qualsiasi sacrificio. Non vogliamo fare opere
straordinarie ma semplicemente vivere secondo il Vangelo, così come Gesù
ci ha insegnato, dimenticandoci di noi stessi per adempiere
completamente la volontà del Padre.
Desideriamo imparare ad amare il
crocifisso e la croce, ad unirci al sacrificio di olocausto che Gesù fa
di sé al Padre celeste per noi. Dio si è riservato il diritto di
santificare gli uomini mediante la croce, e ha lasciato a noi il dolce
compito di aiutare gli altri nel doloroso cammino lungo la via della
croce disseminando intorno piccoli raggi di felicità e di gioia.
Siamo convinti che tutti gli uomini sono
creati per Dio e che solo in lui troveranno la felicità. Il nostro
dovere è contribuire alla salvezza degli altri.
Siamo sicuri che la testimonianza di
vita, l’amore gratuito, la radiosa e costante gioia siano un vero
apostolato che, pur senza parole, già predicano, con efficacia, che Dio
è buono; dolce è il suo giogo e leggero il suo carico. |